Non si può tacere ulteriormente dopo gli interventi di questi giorni in merito alla vicenda Boldrini. Uno su tutti quello del sindaco che definendo il nostro un attacco “alla parte migliore della storia della nostra città” dimostra proprio il contrario di ciò che vuol far credere, ovvero di essere il sindaco di tutti.
D’altronde lo stesso gesto di collocare un busto con una delibera di giunta, senza alcuna consultazione con il massimo organo elettivo del Comune, cioè il consiglio comunale, la dice lunga sul retroterra di chi accusa il centrodestra di gesto “unilaterale”.
Per non parlare della CGIL che – se mai ce ne fosse ancora bisogno – ha dimostrato ulteriormente, con le dichiarazioni del suo segretario provinciale, di essere una falange del partito dominante più che un sindacato che difende i lavoratori.
Respingiamo al mittente le accuse di mancanza di rispetto: chi non rispetta la minoranza non ha alcun diritto di assegnare patenti o di dare giudizi. Tanto meno chi non rispetta i parenti delle vittime di Codevigo e della resistenza rossa. I rappresentanti del centrosinistra in questa città non concepiscono il concetto stesso di opposizione e dunque ogni volta che l’opposizione fa il suo mestiere, cioè farsi sentire, secondo loro fa un attacco alla democrazia. E’ questo il motivo per cui è necessario sottolineare che quando è iniziata la cerimonia ufficiale – e cioè dopo che l’obbrobrio presso la residenza comunale era già stato compiuto – il gazebo del PDL in piazza XX settembre ha interrotto la propria attività per il sacrosanto rispetto dovuto alla bandiera tricolore, all’inno nazionale e al Prefetto, rappresentante territoriale del Governo.
Per quanto riguarda le accuse che ci vengono rivolte relativamente alla stigmatizzazione della presenza dei bambini in piazza, siamo veramente al ridicolo: i bambini, preceduti da alcuni gonfaloni non meglio specificati, hanno assistito purtroppo non solo alla cerimonia ufficiale, ma anche alla successiva esecuzione di canti di guerra tra cui “Bella ciao” e altre, notoriamente caratterizzate politicamente. Tale loro presenza si può pertanto definire in un solo modo: indottrinamento. Rimaniamo pertanto allibiti dal fatto che anche il dirigente del Centro Servizi Amministrativi, ufficio scolastico provinciale, si sia prestato a firmare un documento congiunto con il sindaco e l’assessore Stamboulis.
Non è tutto. Ci sfuggono alcune motivazioni relative al protocollo della cerimonia di piazza del Popolo. Perché il presidente provinciale dell’ANPI, consigliere comunale del PD, e dunque uomo di parte in tutti i sensi, partecipa alla cerimonia affiancato al Prefetto, rappresentante del governo, al Sindaco legittimamente eletto dai cittadini del Comune e al Presidente della provincia, altro organo eletto? A quale titolo, se non per mera retorica a senso unico? Le dichiarazioni emesse a seguito della nostra protesta dimostrano purtroppo che l’ANPI, lungi dall’essere un’associazione apartitica e rappresentativa di tutte le sensibilità partigiane, è una componente politica che rappresenta di fatto solo i partigiani che lottavano per sostituire un totalitarismo con un altro totalitarismo, non certo i molti altri che lo fecero per liberare il paese dalla tirannia fascista e condurlo alla prosperità. D’ora innanzi saremo pertanto particolarmente vigili sul ruolo che tale associazione rivestirà presso il nostro Comune, pronti a rendere omaggio a chi lo merita e a lasciare al giusto oblio chi rappresenta una pagina oscura della storia della nostra città e del nostro paese. La racconta di firme per la petizione contro il busto di Boldrini in Comune continua con maggiore convinzione. I cittadini interessati possono recarsi presso i gruppi consiliari comunali o presso le sedi di FI PDL e AN PDL.
Alberto Ancarani – Coordinatore comunale FI PDL
Eugenio Costa – Capogruppo consiliare FI PDL
